LA SCUOLA CHE VORREI

E’ on line il numero estivo de “L’Ocandina” di Colletta, il cui tema conduttore è “La scuola che vorrei”. I nostri bambini si sono divertiti ad immaginare e raccontare la scuola dei propri sogni. Ed anche qualche adulto ci ha provato.

Buona lettura

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Dalla presidenza

Da piccola mi piaceva moltissimo ascoltare e cantare una canzone di Sergio Endrigo, intitolata La Casa.
Racconta di una casa davvero stravagante, senza soffitto, senza cucina, senza pavimento, senza tetto… ma bella, bella davvero, in via dei matti, numero zero.
Pensando a via Colletta, non posso non immaginare tutto quello che servirebbe per renderla la scuola che vorrei: l’elenco sarebbe davvero lungo.
Certo, dopo tanti mesi, ora possiamo di nuovo correre e giocare in cortile e l’amministrazione comunale si sta attivando per rimettere in funzione il secondo piano, con un progetto mirato, in fase di definizione proprio in questo giorni.
Ma le necessità e i desideri non finiscono qui…
Il processo di riordino, anche se qualcosa si sta muovendo, richiederà ancora del tempo, non solo per le vertenze burocratiche e legali ormai note, ma anche per la complessità del tipo di edificio.
Si tratta di una struttura storica, risalente ai primi anni del secolo scorso, con precisi vincoli e condizionamenti, realizzata quando i modelli educativi e di apprendimento erano diversi da quelli odierni.
Eppure, anche con tutti questi “senza”, come nella canzone di Endrigo, la scuola continua ad essere bella davvero perché piena di bambine e bambini vocianti, desiderose e desiderosi di crescere, imparare e stare insieme.
Al loro fianco, ci sono maestre e maestri sapienti (e pazienti), per accompagnarle e accompagnarli, ogni giorno, nel loro percorso di crescita e di scoperta del mondo, un percorso che richiede certo spazi attrezzati, ma anche, e soprattutto, tante attenzioni umane e professionali.
Sempre accanto a loro, troviamo poi commesse e commessi altrettanto attenti e premurosi,pronti con il cerotto per la sbucciatura, a dare l’incoraggiamento per chi ogni tanto non vuole lasciare la mamma e a farsi in quattro per rendere comunque accogliente una scuola decisamente vintage, spesso difficile da far sembrare in ordine.
A tutti e a tutte (bambine, bambini, maestre, maestri, commesse, commessi… e naturalmente mamme e papà che ci danno fiducia) va dunque il mio ringraziamento, per saper rendere il contenuto della scuola di via Colletta davvero ricco e prezioso.
Speriamo di raccontare prima possibile di un contenitore altrettanto bello davvero!
Intanto buona estate!                                     Cordialmente, Milena Sozzi